Basta brioches, strudel e crostate in panificio. Una delle panetterie più antiche di Bolzano blocca la produzione: "Mancano pasticceri"
Dal 1 novembre alcuni prodotti da forno non vengono più distribuiti negli 8 punti vendita del panificio. Il titolare Pfitscher: "Tanti non vogliono fare le notti. Continueremo a produrre altri dolci natalizi e krapfen". Il presidente Bonafini: "Settore che soffre anche in Trentino. Un centinaio di nuove persone potrebbero essere inserite senza problemi nelle nostre attività"

BOLZANO. Niente brioches, strudel e crostate dal 1 novembre. E' questo ciò che viene comunicato dal panificio Franziskaner, uno dei più antichi della città, che non distribuirà più alcuni prodotti da forno nei suoi 8 punti vendita nel capoluogo altoatesino. "Mancano pasticceri che fanno le notti. Da 8 che erano questa primavera siamo passati a 4", dichiara il titolare Jürgen Pfitscher a il Dolomiti che dal 2014 conduce l'azienda di famiglia con sua sorella Judith .
"Continueremo a produrre altri dolci natalizi e krapfen che possono essere preparati anche di giorni dai nostri panettieri", prosegue. Nel loro stabilimento sono "14 i panettieri tra apprendisti e assunti, ma la pasticceria purtroppo al momento fa fatica, c'è mancanza di manodopera". A malincuore è stata presa questa scelta, "ma non avevamo alternative".
Alcuni tipi di dolci, come le brioches "vanno preparate la mattina presto, tra le 5 e le 6 e ci vogliono almeno 4 persone nel nostro caso - spiega - noi lavoriamo tanto nei turni notturni, anche 6 giorni a settimana. Tutto questo settore sta soffrendo, non sempre si è disposti ad accettare certi orari lavorativi. Abbiamo provato a gestire tutto in 3, ma era molto difficile". Per il momento quindi lo stop è ufficiale, "non appena troveremo pasticceri - conclude - per compensare trasferimenti e pensionamenti, ripartiremo a pieno regime. Noi prepariamo solo prodotti artigianali, piuttosto non produciamo".
Il settore della panetteria e della pasticceria non sembra presentare problemi solo in Alto Adige, ma in tutta la regione. "Manca la manodopera professionalmente adeguata e all'altezza anche in Trentino - sostiene Emanuele Bonafini, presidente dell'Associazione panificatori della provincia di Trento -. In questo momento tra panificazione e pasticceria un centinaio di nuove persone potrebbero essere inserite senza problemi nelle attività della provincia. Per ora non c'è il rischio che si fermi la produzione di qualche prodotto, ma è innegabile che si faccia fatica a trovare personale nel nostro settore, che sta soffrendo".












